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Massim. ~ giovedì, 02 luglio 2009 ~ 20:59

Da così...

...a così!






Danny67 ~ giovedì, 02 luglio 2009 ~ 13:21

Cobolli Gigli, in una delle sue quasi giornaliere uscite da giullare di corte, dice: "Xabi Alonso non ci interessa"...Bravo!!! Complimenti!!! E intanto se lo va a prendere il Real. Cobolli Gigli dice: "Adesso ci incontreremo di nuovo con l'udinese per D'Agostino" e intanto Gasparin, DS dell'udinese dice "Per D’Agostino alla Juve le posizioni sono le stesse di 15 giorni fa e nei prossimi giorni non sono previsti incontri"... e intanto lo chiede il Liverpool. Nel frattempo poulsen (ma non era già stato venduto?),  tiago e almiron, continuano a rimanere con noi (che bello!!), mentre sembrano sfumare le candidature di Dossena e Andrè Santos, e la candidatura più probabile per il ruolo di terzino sinistro resta quella di Grosso, ma in cambio di Trezeguet. Ma ditemi voi... come si fa a pensare positivo?



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Massim. ~ lunedì, 29 giugno 2009 ~ 18:50

"Se la Juventus lo vuole, deve pagarlo. Resto perplesso per la valutazione così bassa che i dirigenti bianconeri hanno dato del giocatore. Stando così le cose l'operazione è tramontata". Questa è l'ultima dichiarazione del patron dell'Udinese Pozzo riguardo al tentativo di passaggio alla Juventus di Gaetano D'Agostino. Una dichiarazione che se non mette la parola fine a questa (prima?) telenovela estiva, poco ci manca. Sembra che la Juventus non voglia andare oltre i 12 milioni di euro, ma Pozzo non vuole neanche parlarne per meno di 20.
A questo punto si parla di Cristian Ledesma, forte della dichiarazione del suo agente secondo cui "il prossimo anno non giocherà nella Lazio". Costa 15 milioni di euro (e qui torniamo a Bomba...) e anche l'Inter pare interessata.

 






Massim. ~ sabato, 27 giugno 2009 ~ 20:23

Con Massimiliano Maddaloni promosso a vice della prima squadra, è Luciano Bruni il nuovo allenatore della Primavera della Juventus. Bruni, che in passato ha già allenato la categoria con Fiorentina e Siena, nella scorsa stagione era all'Hellas Verona. La Juventus comunica anche che, a causa della promozione in prima squadra di Ferrara, Maddaloni e Rampulla, sono cambiati alcuni ruoli nella direzione sportiva: Renzo Castagnini è il nuovo Responsabile del Settore Giovanile, Mauro Sandreani il coordinatore degli Osservatori, Massimo Carrera il coordinatore del Settore Giovanile e Daniele Boaglio il nuovo team manager al posto di Pessotto, che affiancherà in qualità di responsabile organizzativo Castagnini.






Massim. ~ venerdì, 26 giugno 2009 ~ 12:14

Sembra sfumata, nonostante le voci positive della giornata, la trattativa per portare D'Agostino dall'Udinese alla Juventus. L'incontro di oggi tra gli emissari delle due società, che avrebbe dovuto accelerare il passaggio, si è chiuso con un nulla di fatto. I club ne parleranno ancora, ma c'è il rischio che altre squadre - a cominciare dal Milan - possano farsi sotto. Troppo grande la distanza tra la domanda dell'Udinese, 20 milioni di euro scesi poi a 18, e l'offerta della Juve, 14 milioni, più Paolucci o De Ceglie. Non è escluso che, a questo punto, la Juve scelga di guardare altrove per rinforzare il centrocampo di mister Ferrara. Una delle piste porta a Diarra del Real Madrid, ma c'è anche chi parla di un interessamento per il laziale Ledesma. Lo stesso giocatore ha commentato a SkySport il blocco delle trattative per il suo passaggio a Torino. «Domani l mio avvocato sarà a Milano e incontrerà le società. Onestamemte non ho voluto sapere quale è stato il problema, non mi interessa: io ho un accordo con il presidente Pozzo e alla fine lo rispetterà. Per quanto riguarda il sacrificio economico, valuteremo nei prossimi giorni. Pozzo è una persona eccezionale, il nostro accordo è questo: lui mi ha detto, una volta arrivato a questo livello, che sarebbe stato giusto andare in una squadra più forte. Me l'ha promesso». D'Agostino è comunque determinato a giocare per la Juventus. «I soldi non li caccio io, si mettessero d'accordo le due società. Si tratta della mia carriera, di fare un salto importante, è normale che ci sia un po' di ansia». E se dovesse uscire fuori l'ipotesi Milan? «Dico sempre quello che penso, sono fin da piccolo tifoso della Juventus che ora mi cerca fortemente. Se arriva il Milan, come fare a dire di no... Però preferirei andare alla Juve, sto alle promesse che mi ha fatto il presidente».

Cobolli Gigli: «Siamo concentrati su D'Agostino»
Giovanni Cobolli Gigli dichiara l'obiettivo numero uno del calciomercato bianconero: «Siamo concentrati su D'Agostino». Tutto il resto verrà dopo, dal terzino sinistro a eventuali cambiamenti nel reparto avanzato. «Ci sono degli incontri previsti nei prossimi giorni - ha spiegato uscendo dalla Lega Calcio - e speriamo di andare avanti». Dopo aver escluso uno scambio Camoranesi-Grosso, interrogato direttamente sul terzino della Nazionale ha risposto: «La situazione è molto vaga. Adesso siamo concentrati su D'Agostino».

Oggi incontro per Grosso e De Ceglie si allontana da Napoli
Oggi a Milano Alessio Secco e il neo procuratore di Fabio Grosso Giuseppe Bozzo si incontreranno all’hotel Hilton per studiare una strategia comune, per portare il terzino sinistro del Lione e della Nazionale alla corte di Ciro Ferrara. L’intenzione sarebbe di proporre ai francesi per il cartellino una cifra che oscilla tra i 2 e i 2,5 milioni di euro e un’opzione per David Trezeguet. L’attaccante francese però non rientrerebbe più nei piani della squadra transalpina,che vorrebbe invece Mauro German Camoranesi. Il giocatore potrebbe portare una consistente plusvalenza nelle casse bianconere, facendo arrivare a Torino Grosso a costo zero. La Juventus ci sta pensando ma al momento pare difficile la possibilità che si privi del giocatore. Su Paolo De Ceglie invece stanno crescendo le possibilità che resti a Torino come vice Grosso o che venga utilizzato come merce di scambio per arrivare a D’Agostino, dopo le richieste esorbitanti del patron friulano Pozzo. Sembra dunque messo in pericolo l’accordo già raggiunto con il Napoli ma la chiarezza, come detto anche dal procuratore del giocatore e dallo stesso De Ceglie, si avrà solo dopo la fine del torneo Europei dell’Under 21, che si sta disputando in questi giorni in Svezia.

Trezeguet resta, niente scambio Grosso-Camoranesi
David Trezeguet rimane alla Juventus anche la prossima stagione e difficile se non impossibile lo scambio Camoranesi-Grosso con il Lione, anche se le possibilità di vedere il terzino della Nazionale vestire la maglia bianconera sono più che concrete, anche se si pensa anche a Kolarov e Dossena. Sono questi alcuni punti fermi espressi dal presidente Giovanni Cobolli Gigli. «L'ipotesi di Fabio Grosso è molto vaga al momento» ha detto Cobolli. «Kolarov è solo un nome - ha aggiunto - mentre possiamo dire che quelli di Dossena e Grosso sono dei nomi un po’ più precisi». Il procuratore di Trezeguet dice che il giocatore resterà alla Juve e Cobolli conferma. «Trezeguet è un grandissimo campione e quello che ha fatto lo testimonia - dice Cobolli -. Se poi lui trovasse un'occasione che ritenesse estremamente importante, vantaggiosa per lui e per noi, potremmo anche prenderla in considerazione. Ma, qualora l'attaccante francese dovesse partire, credo che resteremmo così come siamo» ha concluso il presidente bianconero.

Poulsen e Almiron si tratta per le cessioni
Sembra tutto pronto per il trasferimento di Pulsen al Fenerbache, la società Turca e la Vecchia Signora si sono accordati per una cifra che si agira attorno ai 7 milioni, mentre al giocatore andrebbe un nuovo contratto da 4 milioni a stagione, uno in più rispetto a quello dei bianconeri. Ma il giocatore deve prima convincere la moglia al trasferimento in Turchia: si sa che quando le mogli dei giocatori si mettono in mezzo, difficilmente perdono la loro "partita casalinga". Un altro capitolo che la Juventus vuole chiudere è quello che riguarda Almiron, il centrocampista che aveva illuminato Empoli è reduce da due stagioni poco brillanti. Inoltre il calciatore argentino ha un ingaggio non basso (1,8 milioni l'anno) che rende difficile il trasferimento. Si sono interessate Bologna e Torino, ma il suo alto ingaggio frena gli entusiasmi. Dall'estero si registra anche un timido tentativo del Monaco.

Il post Cobolli Gigli si chiama Lapo Elkann o Beppe Marotta
Il 30 giugno prossimo scade il cda bianconero e Cobolli Gigli potrebbe seriamente lasciare il proprio incarico di presidente della Juventus. Dopo tre anni, quindi, il vertice della Vecchia Signora potrebbe cambiare. Ieri, secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, c’è stato un inaspettato faccia a faccia tra l’amministratore delegato Jean Claud Blanc e John Elkann, nipote dell’avvocato Agnelli. I due, avrebbero discusso anche per decidere il nome del sostituto dell’attuale presidente. I papabili sembrano essere Lapo Elkann, tifoso juventino doc, che però non sembra essere apprezzatissimo da molti tifosi, e Beppe Marotta. L’attuale dirigente blucerchiato è sponsorizzato in particolare dalla corrente legata alla proprietà, ma la scelta non sembra essere condivisa da Jean Claud Blanc.

(fonte: il Sussidiario)






kameilkane ~ mercoledì, 24 giugno 2009 ~ 19:01

Olof Mellberg
Dato che nessuno finora ne ha parlato in un post specifico, intervengo io (anche perché non lo facevo da tempo...).
Notizia di ieri è l'ufficialità della cessione, dopo un solo anno di militanza, dello svedese Olof Mellberg
dalla Juventus all'Olympiakos per 2,5 milioni di euro (con mezzo milione di euro in più alla Juve nel caso in cui la squadra greca vinca il campionato).
Tralasciano le cappellate fatte contro la Fiorentina a inizio campionato, e contro il Chievo sul finire dello stesso, possiamo dire che il buon Olof non ha affatto demeritato, rispetto ai suoi predecessori che come lui hanno lasciato la Juve dopo un solo anno, ovvero Kovac e Boumsong.
Per caso stiamo assistendo ad una nuova tradizione? Ovvero alla cessione anno dopo anno del difensore straniero comprato l'estate precedente? Mah!
Peccato, ora rassegniamoci a vedere la maglia numero 4 sulle spalle di un altro giocatore che non sarà più il biondo e barbuto vichingo.


CIAO OLOF!





Massim. ~ martedì, 23 giugno 2009 ~ 15:22

Saltata la trasferta in Canada, per la prima deca­de di agosto la Juventus sta valutando l’ipotesi di una tournée sempre oltreoceano, negli Stati Uniti, sull’esempio di Milan e Inter. E’ un’idea degli ultimi giorni, che proce­de di pari passo con la possi­bilità alternativa di disputare un paio di amichevoli in In­ghilterra. Il club bianconero deve infatti ancora completa­re il calendario estivo e ha li­beri una decina di giorni a inizio agosto, tra l’impegno con la Peace Cup (a Siviglia dal 24 luglio al 2 agosto) e il Trofeo Tim, in programma a Pescara il 14 agosto, contro nerazzurri e rossoneri.

DECISIONE - I dirigenti ju­ventini si sono dati ancora qualche giorno di tempo pri­ma di decidere: molto dipen­derà dalle proposte degli or­ganizzatori statunitensi e dal compenso economico. Per far volare la squadra in America l’appeal deve essere molto forte, anche perché è sicura­mente più semplice organiz­zare due amichevoli in Euro­pa. In questo caso le avversa­rie potrebbero essere delle squadre inglesi.

FERRAGOSTO - Particolar­mente fitto è il programma intorno a Ferragosto: il giorno precedente la Juventus sarà di scena a Pescara per il Tro­feo Tim e il primo scontro di­retto (anche se le gare saran­no soltanto di 45 minuti) con Inter e Milan, le concorrenti allo scudetto, il 17 agosto a Milano invece i bianconeri sfideranno i rossoneri nel Trofeo Berlusconi. E prima dell’inizio del campionato Alessandro Del Piero e com­pagni sfileranno ancora per la tradizionale apparizione a Villar Perosa contro la Pri­mavera.
 
(fonte Tuttosport)


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Massim. ~ martedì, 23 giugno 2009 ~ 10:43

"Cresce nella Pro Sesto, ma si afferma con la maglia del Bari che veste per cinque stagioni, prima di passare nel 1991 alla Juventus. Nella squadra bianconera guidata da Giovanni Trapattoni viene schierato come terzino destro, ruolo che ricopriva anche a Bari, disputando un'ottima prima stagione in bianconero, che culmina con la convocazione nella Nazionale di Arrigo Sacchi, e dimostrando una grande versatilità.
Nel 1994 con l'arrivo di Marcello Lippi viene schierato come libero, al posto dell'incerto Fusi, e diventa un pilastro della squadra che al termine della stagione conquista campionato e Coppa Italia.
Nelle stagioni successive arrivano a Torino giocatori del calibro di Pietro Vierchowod e Paolo Montero e perde il posto da titolare, subentrando spesso dalla panchina ma non facendo mancare mai l'ottimo apporto.
Dopo aver totalizzato 166 presenze con una rete in maglia bianconera e vinto scudetto, Coppa Italia, Champions League, Coppa Uefa e Supercoppa Europea, nell’estate del 1996 viene ceduto all’Atalanta."
Da 4 giorni è stato nominato coordinatore tecnico del settore giovanile della Juventus.
Bentornato a casa Massimo.





Danny67 ~ lunedì, 22 giugno 2009 ~ 15:12

Fratelli Bianconeri...da tutto quello che sta, o meglio che non sta accadendo negli ultimi giorni, appare chiarissimo che la Società non sa che pesci pigliare, non sa assolutamente come muoversi, e che sta effettuando una serie di mosse veramente degne di chi di calcio non capisce veramente nulla, ma non solo di calcio. L'unico acquisto azzeccato da chi gestisce la Società è stato Diego, peraltro un acquisto talmente oneroso, che sembrano essere finiti i soldi a disposizone, tanto da far si che, per compiere qualsiasi altro acquisto sarà necessario vendere. L'altro acquisto è Cannavaro, e qui ci troviamo di fronte oltre che ad un errore sul piano tecnico, non perchè il giocatore non valga, ma perchè la sua età avanza e nella Confederation Cup è apparso in evidente difficoltà sul piano atletico, ad un errore sul piano psicologico, perchè con il ritorno di Cannavaro la dirigenza si metterà contro una buona parte del tifo organizzato (che giustamente non lo vede di buon occhio) che renderà molto difficile al giocatore entrare in campo e giocare in modo da ottenere prestazioni positive. Detto questo si stanno inanellando una serie di figuracce a dir poco clamorose; Già i nostri dirigenti si sono trovati di fronte ai rifiuti di Antonio Conte e di Spalletti, perchè questi, nonostante le bugie che ci raccontano,  erano gli obiettivi principali della Società, che si è trovata costretta a ripiegare su Ferrara, facendo passare la sua scelta come primaria. Il fatto che tutti noi siamo contenti di avere Ciro alla guida della Squadra non toglie che per loro era un ripiego. Poi si è cercato di prendere Diarra e Rossi, ma per entrambi Secco & C. hanno ricevuto una altro secco (è proprio il caso di dirlo..) "NO", perchè il prezzo di questi due giocatori era troppo alto. 20 Milioni chiesti per il primo, che la Juve voleva solo in prestito con diritto di riscatto, e quasi 30 chiesti per il secondo, oltre al rifiuto del Villareal di accollarsi l'ingaggio di Trezeguet. Poi c'è il caso D'Agostino, operazione gestita malissimo, tanto che il prezzo in pochi giorni, non appena questa stupida dirigenza ha dichiarato ai quattro venti di volerlo, è lievitato da pochi milioni a circa 25. E' stato giusto non voler inserire De Ceglie in questa operazione, ma allora era meglio darlo all'Udinese piuttosto che al Napoli, una società che non ci ama, e che quando può si schiera sempre contro di noi. Nonostante questo gli stiamo facendo favori su favori. Altre incertezze sul terzino sinistro; prima si dice di puntare su Dossena, poi, improvvisamente si vira su Grosso (che ha 32 anni), ma anche questo affare non si conclude. Ed è ovvio che gli affari non si concludono, non ci sono i soldi. E da dove dovrebbero arrivare questi soldi? Dalle cessioni di Almiron, Tiago e Poulsen. La domanda sorge spontante: Ma chi cazzo se li compra questi?? Un'ultima osservazione. Si continua a vociferare che Nedved possa ritornare alla lazio. Il suo procuratore dice che lotito gli avrebbe fatto una proposta interessantissima, cioè di volerlo prima come giocare poi come uomo immagine. Beh, io ho sempre ammirato Pavel Nedved, ma se dovesse tornare alla lazio come giocatore per rimanere poi a Roma come dirigente dopo aver dichiarato di sentirsi piemontese e Juventino dentro, e di aver deciso di smettere con il calcio giocato per stare vicino alla famiglia, promettendo di andare allo stadio tutte le domeniche per seguire la sua Juve....beh...lasciatemelo dire...sarebbe un buffone pure lui!!!!



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Massim. ~ lunedì, 22 giugno 2009 ~ 11:39

Vendere, questo è il problema. Spuntare il prezzo giusto, strizzando l’occhio all’acquirente. Piazzare Mellberg, sbolognare Poulsen, risolvere soprattutto lo strano caso di monsieur Trezeguet, il più spinoso. Buon peso? Buon peso. La Juve farebbe anche un po’ di sconto, pur di spedire altrove nel più breve tempo possibile coloro che non rientrano più nel progetto. La lista è lunga. Comprende chi ha deluso: oltre al danese c’è Almiron, di rientro dal prestito alla Fiorentina e gradito all’Atalanta, nonché Tiago, ma in questo caso solo in presenza di buone offerte. Annovera chi ha un po’ di mercato: come Marchionni, sacrificato per questioni di modulo dopo la stagione più brillante da quando è a Torino (36 presenze, 3 gol).

E chi, come Criscito, De Ceglie (Napoli o Udinese), Paolucci (Udinese), Lanzafame, Zalayeta (Bari) e Mirante (Parma), più tutto l’esercito delle comproprietà minori da risolvere entro giovedì, potrà essere riciclato come preziosa merce di scambio. In totale, se il ds Secco facesse strike, farcirebbe le casse del club con 40-50 milioni. Un tesoretto da reinvestire per completare la rosa da consegnare a Ciro Ferrara, già arricchita dal colpo Diego (24,5 milioni) e dall’occasione Cannavaro. Si apre la settimana decisiva per chiudere diverse operazioni. Servono un regista, individuato in D’Agostino (già oggi contatto con l’Udinese, accordo dietro l’angolo grazie alla nuova disponibilità cash), un laterale sinistro (Grosso favorito, poi Dossena, Jansen e Pasqual) e pure un attaccante, se il signor 161 «buts» farà le valigie. Giuseppe Rossi, Pandev? Acqua. Non che non interessino, nonostante il prezzo di «Pepito» resti proibitivo - oltre 25 milioni - e le difficoltà a trattare con il presidente Lotito per il laziale.

Acqua sta per Acquafresca, ormai del Genoa, che piace e parecchio. Ecco perché le due società non hanno ancora messo nero su bianco l’intesa per il riscatto di mezzo Criscito (altri 5,5 milioni) e il rinnovo della compartecipazione di Palladino. La Juve sogna di inserire nell’affare anche il bomber dell’Under 21, ma potrà permetterselo solo se entro 72 ore troverà una nuova casa a Trezeguet. Una mission impossible, considerandone ingaggio (4,5 milioni), età (31) e curriculum recente (un solo gol nell’ultima stagione). Dopo aver provato a piazzarlo in mezza Europa (Villarreal, Real Madrid, Liverpool, Lione), Secco spera nell’Atletico Madrid. Non dovesse riuscirci, resterebbe in piedi l’ipotesi della comproprietà, ma con il baby italopolacco girato in prestito ad Atalanta o Parma. Il mercato in uscita blocca quello in entrata. Oggi però parte dell’ingorgo sarà smaltito. Mellberg firmerà con l’Olympiacos un triennale da due milioni a stagione (2,5 alla Juve), mentre un nuovo summit con il Fenerbahce dovrebbe spingere Poulsen, che si sta ammorbidendo, verso Istanbul per altri 7. Poi la Juve potrà di nuovo comprare.

(fonte: La Stampa)






zebrabianconera ~ domenica, 21 giugno 2009 ~ 22:35






Nemonullius ~ venerdì, 19 giugno 2009 ~ 08:38

Cari Amici e Fratelli Gobbi Bianconeri, in tempo di calciomercato e cioè quando si sogna per una squadra dominatrice della stagione successiva e vincente su ogni fronte (o almeno si spera...) penso sia interessante leggersi quanto pubblicato da "Il Giorno" su come i cosiddetti "errori arbitrali" (...sigh...) possano rendere vani tutti gli sforzi societari economici durante il periodo e modificare quindi in un modo o nell'altro (falsandolo...) il percorso ed il verdetto finale dell'italico campionato di calcio, in mano alla Tim e a pochi altri "Grand Commis" del gruppo di compagnucci delle intercettazioni....
Leggete e poi commentate e sempre Forza Juve Comunque e Ovunque!

(Fonte "IL GIORNO" - 17 giugno 2009)

Il Milan ha vinto lo scudetto. L’Inter gioca i preliminari di Champions. La Fiorentina entra direttamente nell’Europa che conta. I verdetti del campionato appena concluso sono questi. O perlomeno lo sono se letti in controluce con quanto è emerso dal’ultimo studio dell’ «Osservatorio sugli errori arbitrali nel Calcio» preparato da Virtualclass, il marchio che da sette anni mette gli arbitri sotto al microscopio assieme all’Adiconsum.

Insomma, Milan campione. E con lo scudetto sul petto, chissà, Ancelotti forse sarebbe rimasto e con lui Kakà. E magari Mourinho sarebbe andato via dopo una stagione fallimentare. Insomma, un piccolo terremoto che secondo lo studio trasforma l’arbitro nel «vero Special One, in grado di condizionare il risultato di una partita»... Secondo lo studio, l’Inter avrebbe beneficiato di 11 punti in più grazie alle sviste dei direttori di gara, perché «continua a godere della soggezione psicologica arbitrale del dopo Calciopoli».. Il Milan reclama invece 8 punti mentre il ‘risarcimento’ alla Juve recita 4 punti. Alla Fiorentina sarebbero stati scippati 7 punti. In coda, pur cambiando l’ordine delle retrocesse, la situazione sarebbe identica. In totale, i punti ‘spostati’ dagli errori arbitrali sarebbero 258 per la stagione 2008-2009, contro i 255 di quella precedente. Come dire: quando sbagliano i nostri arbitri mantengono lo stesso ritmo. Le partite alterate in totale sarebbero state 180, addirittura il 47% dell’intero campionato. E, ancora: gli errori hanno interessato il 90% delle squadre, con 37 arbitri su 39 (95%) coinvolti.

Lo studio ha preso in esame i casi «che impattano immediatamente sul risultato, cioè quelli relativi alle situazioni da gol/non gol segnalati dalla maggioranza dei media», spiega Luciano Lupi, presidente di Virtualclass. E la bilancia pende decisamente sulla casistica del rigore/non rigore che raccoglie il 62% delle sviste. Al secondo posto c’è il fuorigioco (25%), seguito dai gol viziati da azione fallosa (12%) e da quelli fantasma (1%).




Massim. ~ mercoledì, 17 giugno 2009 ~ 12:23

Il ds della Juventus Alessio Secco è volato a Madrid per trattare con il Real Madrid l'acquisto del centrocampista maliano Mahamadou Diarra. La dirigenza bianconera vorrebbe formare una linea centrale tutta muscoli con la coppia maliana Sissoko-Diarra, e sembra che anche Cannavaro, che ha visto da vicino le doti del forte centrocampista, avrebbe consigliato l'acquisto.

Il problema riguarda ovviamente il prezzo del giocatore, che suo malgrado non ha brillato in "camiseta blanca" e che di certo non vale più i 27milioni che sborsò il Real per averlo. Possibile un compromesso a metà strada, con Florentino Perez "costretto" a sfoltire la rosa dopo gli onerosi acquisti di Kakà e C. Ronaldo.

Secco ha fissato un incontro anche con i dirigenti del Villareal per avere informazioni sul cartellino di Giuseppe Rossi, che vorrebbe tornare in Italia e che vale almeno 20 milioni di euro. Purtroppo per i bianconeri il giocatore ha espresso il suo apprezzamento per il Milan, che tifa da quando era bambino. Messaggio "in codice" a Galliani?

(fonte: sportlive)






zebrabianconera ~ sabato, 13 giugno 2009 ~ 15:21






Massim. ~ sabato, 13 giugno 2009 ~ 10:39

"Non siamo neanche a Verona, ma partendo da Udine". Sempre più simpatico il direttore generale dell'Udinese sull'affare D'Agostino...
Ferrara è convintissimo dell'eventuale acquisto e tra i tre papabili (De Ceglie, Giovinco o Marchisio) a dire addio a Torino come contropartita, pare che la dirigenza abbia scelto De Ceglie. Nulla di certo però. In partenza ci sarebbero anche Poulsen (Amburgo, 6 milioni) e Mellberg (Panathinaikos, 3).
Tornando agli acquisti, registriamo le ultime parole vacanziere di Secco da Sorrento:
"Faremo ancora qualcosa, ma sempre nella logica dell'autofinanziamento".
Soddisfatti?






Massim. ~ giovedì, 11 giugno 2009 ~ 18:35

Per Cobolli Gigli la trattativa per potrate in bianconero Gaetano D'Agostino è "a metà strada". Poi aggiunge: "le speranze non mancano ma bisogna far quadrare la richiesta con l’offerta".
Ecco spiegata l'uscita un po' spaccona del Dg dell'Udinese Sergio Gasparin:
"O la Juve soddisfa le nostre richieste, oppure D’Agostino rimane a Udine. Anch’io vorrei comprare Messi, ma non me lo posso permettere".
Il bandolo della matassa pare sia convincere uno tra Marchisio, Giovinco o De Ceglie a lasciare Torino per Udine. La Juve è disposta a tanto?
Pandev "non ci interessa" dice ancora Cobolli e in quanto a Trezeguet:
"David è un giocatore che ci interessa sempre, lui vuole avere maggiori opportunità di giocare e se si presentassero occasioni interessanti per noi e per lui le valuteremmo. La Roma? In questo momento non ho riscontri".






LibertyFighter ~ mercoledì, 10 giugno 2009 ~ 18:38

Fonte: Repubblica.it

MAICON POLEMICO -
"Ho parlato con Kakà e l'ho visto felice. E' passato da un grande club a un altro grande club. Io voglio sentire la stessa felicità di Ricky". Lo ha detto il difensore brasiliano dell'Inter, Douglas Maicon dal ritiro del Brasile. "Sono triste, vado via. L'Inter pensa solo ad accontentare Ibrahimovic e mi tratta con indifferenza - aggiunge il calciatore sudamericano, impegnato con la maglia verdeoro nella preparazione in vista della Confederations Cup - come uno normale.
Lo staff medico del Brasile ha subito capito quali erano i miei problemi fisici. Sono migliorato più nei sette giorni passati con i dottori della Selecao, che negli ultimi due mesi nell'Inter. Non posso non riflettere su questo aspetto".

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Massim. ~ mercoledì, 10 giugno 2009 ~ 15:05

Blitz dei dirigenti bianconeri a Stoccarda per assicurarsi un difensore di prospettiva, Serdar Tasci, 22 anni, venuto su nello Stoccarda, con cui nelle ultime tre stagioni ha collezionato 74 presenze e 4 gol in Bundesliga. L'obiettivo è avere il giocatore a parametro zero a giugno 2010, quando gli scadrà il contratto, ma non è escluso che venga preso subito e prestato per un anno.






ninuccio75 ~ mercoledì, 10 giugno 2009 ~ 10:34

Undici abbonati del Lecce hanno chiesto i danni per le gare con Fiorentina e Juve, ma per l’avvocato Rochira non esistono prove oggettive
ROMA, 10 giugno - Un rivolo di Calciopoli, lontanissimo dai riflettori del tribunale di Napoli. Eppure davanti al Giudice di Pace di Lecce, avvocato Cosimo Ro­chira, c’era un pezzetto non indifferente della storia pro­cessuale che ha sconvolto il calcio nel 2006: undici abbo­nati del Lecce chiedevano 165,78 euro di danni a Mog­gi e De Santis per le dome­niche trascorse al Via del Mare a guardare due gare molto presenti nei faldoni napoletani, Lecce-Fiorentina e Lecce-Juventus e sanzio­nate dal giudizio sportivo. Chiamata in giudizio con i due presunti cupolari, la Ju­ventus. Ecco che il 14 maggio (proprio l’anniversario di Pe­rugia- Juventus?) il giudice di pace leccese ha respinto la ri­chiesta formulata il 30 otto­bre 2006. Interessante la motivazione resa pubblica in queste ore con la quale Ro­chira spiega la sua decisione, che è - in assoluto - la prima sentenza di un tribunale del­lo Stato sulle vicende di Cal­ciopoli intese come illeciti sportivi. Il giudice Rochira non ritiene che il comportamento pro­cessuale della Juventus «che non si presentava a rendere interrogatorio formale, non può far ritenere come am­messi i fatti dedotti, poiché i fatti di cui al procedimento sono riferibili ad altra gestio­ne ». Insomma: che la nuova Juve non abbia partecipato al processo di Lecce non è stato ritenuto rilevante. Il problema per chi accusava Moggi e De Santis è che «non è stato in alcun modo prova­to il fatto descritto», ovvero niente combine tra Moggi e De Santis, niente cupola per due dei cupolari di spicco del processo di Napoli (anche se De Santis per un vizio di for­ma dovrà attendere una nuova udienza preliminare). Eppoi «il Giudicante non ri­tiene inoltre pienamente uti­lizzabili le sentenze rese da­gli organi di giustizia sporti­va essendo quest’ultimo giu­dizio strutturalmente diver­so rispetto al giudizio ordina­rio. Né si ritiene - ecco il bello - che le intercettazioni telefo­niche richiamate nel corso del giudizio (ma non ce ne so­no proprio per Lecce-Juven­tus, mentre per Lecce-Fio­rentina favorirebbero la Fio­rentina e non la Juve, ndr) possano avere valenza pro­batoria, non essendo utiliz­zabili in un procedimento di­verso da quello nel quale es­se sono disposte». Traduzio­ne: niente prova di un patto Moggi-De Santis, considera­to il braccio armato dell’ex dg dai pm di Napoli; inutilizza­bilità delle intercettazioni in altri procedimenti che non sia quello penale di Napoli. Ma questa era stata una del­le eccezioni principali respin­te senza tema da Caf, Corte Federale, Arbitrato Coni e perfino Tar. «Il processo spor­tivo s’è basato tutto su inter­cettazioni inutilizzabili in al­tri procedimenti se non in quello di Napoli»,- dice l’av­vocato Silvia Morescanti, le­gale dell’ex arbitro. Ecco poi Paco D’Onofrio, del collegio legale di Moggi: «E’ la prima sentenza che esclude un pat­to illecito tra Moggi e De Santis: non c’è la prova og­gettiva ed effettiva di quel­l’illecito consumato che ha portato alle condanne sporti­ve pesanti per i tesserati e la Juventus: cade anche il pre­supposto dell’utilizzabilità delle uniche prove su cui si sono basati i giudici per mandare quasi in C la Juve!»
(fonte TUTTOSPORT)





Massim. ~ lunedì, 08 giugno 2009 ~ 08:53

S’arrabbia, Fabio Cannavaro, quando lo chiamano mercenario, e ultimamente glielo hanno gridato spesso dentro l’Olimpico, sua prossima casa: dice che non è vero («prendo molto meno di prima»), che vuole ancora lottare per la Juve («ha lo stesso fascino del Real») e che vorrebbe indietro gli scudetti confiscati («ne abbiamo vinti 29, sul campo»). Però lascia libertà di voto («ognuno è libero di fischiarmi»), ma è convinto di riprendersi i suoi tifosi («quando sono andato via il loro affetto era importante») alla sua maniera: tappando tutti i buchi davanti a Buffon.

Fabio Cannavaro, torna in Italia lei e se ne vanno Kakà e Ibrahimovic: mica un affare per lo spettacolo.
«Io sono più simpatico (sorride, ndr). Ma ormai il calcio europeo è questo e in fondo anche tanti giocatori italiani se ne sono andati all’estero. Il fatto è che bisogna investire nuovamente nei giovani e sulle strutture».

Un consiglio a Kakà.
«Va in una società importante, in una città fantastica. Dovrà lavorare sodo, perché il paragone con il Barcellona è sempre lì, ogni giorno».

Ha fatto la scelta giusta?
«Beh, va al Real. Un club che ha fascino, ha storia, e una struttura che guarda avanti. E quando entri al Bernabeu, l’emozione si sente».

Si sarebbe emozionato anche tornando al Napoli, ma De Laurentiis l’ha bocciata.
«Sono il capitano della Nazionale e giocavo nel Real Madrid: le sue parole si commentano da sole. Tutti hanno sempre saputo che, da napoletano, mi avrebbe fatto piacere: mi spiace per tutte le persone che mi avrebbero voluto vedere con la maglia del Napoli. Lo chiederanno al presidente».

Che fascino ha la Juve?
«Lo stesso del Real Madrid. Come il Liverpool, il Manchester United, il Barcellona, il Milan: sono questi i club che hanno fascino. E poi in Italia è la squadra che ha vinto più scudetti di tutti, 29».

La giustizia sportiva ha ritoccato gli almanacchi: sarebbero 27.
«Ho detto 29, non perché non accetti la giustizia sportiva, che ha fatto il suo corso e le sue scelte, ma perché io e i miei compagni abbiamo gioito per quelle vittorie, sul campo».

Per questo sulla maglia vorrebbe il numero 29?
«Veramente non ci ho pensato, ma potrei prendere il 30. Quando arrivai avevo il 28, e vincemmo il ventottesimo scudetto».

Potete soffiarlo all’Inter?
«Resta la squadra che ha l’organico più ampio, e di altissimo livello. Certo, senza Ibra è un’altra storia. Speriamo lo vendano», e sorride.

Intanto la Juve ha preso Diego: che ne pensa?
«Mi ha impressionato molto, per le giocate e la qualità. E’ un brasiliano che ha preso la cultura tedesca del lavoro».

Ritrova Ferrara, ma come allenatore.
«Mi fa piacere, perché in un mese gli è cambiata la vita. Ha un ruolo importante, ma ha l’esperienza e la qualità per fare bene».

Pure lei sta pensando al futuro, le hanno proposto un domani da dirigente.
«Ne abbiamo parlato, ma mi vedo ancora giocatore e quando la mattina mi alzo, il primo pensiero è ancora quello di non fare tardi all’allenamento».

L’hanno fischiata e la fischieranno: parola alla difesa.
«Il fatto è che si guarda sempre a quando uno se n’è andato e non alle cose importanti che ha fatto. Ma io rispetto tutti e se uno viene allo stadio e non gli piace ciò che vede, è giusto che fischi».

Le hanno appiccicato l’etichetta di mercenario.
«Quando me lo dicono mi arrabbio. Me ne andai, ma nel 2006 la Juve ne aveva bisogno. E ora rientro con qualche anno in più, ma guadagnando molto meno di prima. Mercenario?».

(fonte: La Stampa)